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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Calligrafia tachigrafica: l’arte di scrivere segni che respirano

Calligrafia tachigrafica: l’arte di scrivere segni che respirano Di Martín Córdoba La tachigrafia è stata storicamente considerata una tecnica al servizio della velocità, della sintesi e della precisione. Per anni l’ho praticata come stenografo parlamentare e di oratoria sacra, l’ho usata in gare di velocità tachigrafica, l’ho insegnata a nuove generazioni di studenti e l’ho apprezzata come uno strumento indispensabile per la fedele trascrizione della parola parlata. Tuttavia, col tempo ho scoperto che i segni tachigrafici, lontani dall’essere semplici tratti funzionali, possiedono una forza estetica propria: una bellezza silenziosa che si manifesta quando li si osserva con altri occhi, quelli di chi contempla; non quelli di chi corre. Così nacque, quasi come un’intuizione artistica, la calligrafia tachigrafica. Non come negazione della funzione originaria del sistema, ma come ampliamento del suo senso. Questa pratica consiste nell’elaborazione artigianale di segni tachigrafici a...

"Dove respira il segno" (poesia)

"Dove respira il segno" Di Natalia Martínez Nella pausa del tratto nasce il segno, non per fretta, ma per forma. È figura che ascolta, è linea che intuisce il silenzio tra le parole e lo scrive. Ogni cerchio, ogni ellisse, ogni tratto che si disegna al ritmo della matita, porta la memoria della voce che ancora non è stata detta. Non c’è fretta. Solo il battito. Perché qui, in questa pagina che attende, la geometria non calcola: respira. E ciò che era sistema, diventa arte; ciò che era codice, gesto; ciò che era mestiere, devozione. Guarda i segni come se fossero musica. Ascoltali come se fossero immagine. Loro non si sono fermati. Ci seguono. E ci aspettano, in ogni tratto lento dove anche la scrittura diventa preghiera.

Tavole scritte in stenografia

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Consigliamo di visitare anche la sezione  "Láminas escritas en taquigrafía para práctica de lectura y apreciación visual" del blog  La Taquigrafía ( www.lataquigrafia.blogspot.com ), dove le tavole, realizzate tra febbraio e agosto 2010, possono essere visualizzate e/o scaricate gratuitamente, accompagnate dagli epigrafi poetici della laureata Natalia Martínez. "Ogni segno tracciato lentamente custodisce il respiro di una parola ancora non pronunciata. Onorare la sua forma è ascoltare il suo silenzio"   (Martín Córdoba). "Il percorso visivo termina qui, ma i segni respirano ancora oltre la pagina. Si può chiudere questa finestra, oppure restare un momento in più dove la scrittura si fa silenzio"   (Martín Córdoba).

Epigrafi per la calligrafia tachigrafica

Epigrafi per la calligrafia tachigrafica Di Natalia Martínez e Martín Córdoba “Il segno che si disegna con l’anima non ripete suoni: traduce silenzi.” “In ogni variazione del segno, un istante resta a vivere.” “La tachigrafia, quando respira, non registra discorsi: custodisce battiti.” “La matita non corre; cammina come se recitasse il contorno di una voce.” “Chi contempla i segni senza cercare senso scopre una musica che non ha bisogno di essere letta.” “Ogni segno è un filo di silenzio che ha imparato a disegnarsi.” “Qui la tachigrafia non memorizza: si ricorda dell’anima che la detta.” “Quando la matita ascolta, il tratto diventa presenza.” “Un segno ben disegnato non chiede interpretazione: offre compagnia.” “Ciò che sembra codice, a volte è preghiera.” “La tachigrafia, se scritta lentamente, canta.” “Come esiste una scrittura che grida, esiste una scrittura che prega.” “La bellezza non sta nella velocità, ma nella cura di ogni linea.” “Ci sono segni c...

Con lei (la stenografia)

Con lei (la stenografia) “Con ella”, Cristian Castro (link alla canzone). Come nella canzone, la stenografia a volte si scrive con l’anima: quando è lenta, silenziosa, lontana dal rumore della velocità. A volte ci trasforma. A volte ci accompagna nel silenzio. E come in ogni vero amore, non si tratta di capirla, ma di sentirla. “E il silenzio che era grande come il cielo, si è riempito di un ‘ti amo’ da qui all’eternità.” Così è stato questo spazio per me: un silenzio condiviso, pieno di segni, di lettere, di compagnia. Grazie a chi ha letto, sentito, e si è lasciato accompagnare dai segni e da queste lettere. Grazie anche a chi ha accompagnato questo sguardo, come Natalia Martínez, la cui poesia e sensibilità hanno aiutato la stenografia a rivelarsi in tutta la sua bellezza. Da qui, con affetto, Martín Córdoba